REUSE – Nel riutilizzo sociale e creativo degli spazi la nuova sfera pubblica

Viviamo in un'epoca di profondo cambiamento dei sistemi di organizzazione della vita sociale nelle città all'insegna di una maggiore complessità. La sfera pubblica, ossia l'insieme delle iniziative finalizzate a trattare istanze collettive, chiede di essere rinnovata nei contenuti e nei meccanismi organizzativi.


A questo scopo nel dibattito sui temi del governo locale si registra oggi un consenso pressoché generalizzato attorno alla necessità di superare la logica del government a favore della logica della governance: è pacifico cioè che la produzione di beni pubblici oggi non possa essere considerata una competenza esclusiva dello Stato, così come nessuno dubita del fatto che una delle condizioni di efficacia delle politiche pubbliche sia il partenariato di progetto e cioè la partecipazione allargata e la ricerca di sinergia tra diversi attori (istituzionali, privati, sociali, politici, economici,…) non solo nell'ideazione ma anche nella realizzazione degli interventi. Tuttavia molte delle implicazioni operative legate a tale passaggio, soprattutto per quanto concerne il sostegno ai processi di innovazione nel campo sociale, non paiono essere state ancora analizzate a fondo ed esplorate nelle loro criticità operative. In particolare, ci troviamo in una situazione in cui - è sempre più difficile ragionare per bisogni, perché lo spettro di questi ultimi appare sempre più articolato e complicato da decifrare (oltre che sottoposto a cambiamenti rapidi e continui) - è sempre più indispensabile rinunciare ad una idea dell'azione pubblica come azione pura e del tutto intenzionale: infatti la dimensione di pubblico interesse, cessando di essere in tutto e per tutto associata ad un soggetto, si riconfigura come un esito quasi mai del tutto anticipabile e solo eventuale di processi articolati e molteplici dell'interazione sociale.

In questo senso allora le politiche pubbliche, da campo autonomo e separato per la soddisfazione di certi bisogni(l'azione amministrativa), si riconfigurano come ambito di esercizio e di sinergia di certe capacità degli attori in direzioni che appaiono in qualche misura promettenti rispetto alla soddisfazione generica di interessi collettivi. Da questo punto di vista, dunque, il rinnovamento della sfera pubblica passa attraverso la creazione e la facilitazione di occasioni e opportunità per aprire processi che valorizzino la “capacità di fare” di uno o più attori e consentano la sperimentazione di iniziative in qualche modo correlate alla produzione di effetti pubblici. In particolare l'ipotesi della ricerca è che gli spazi dimessi e inutilizzati nelle città rappresentino un elemento in grado di catalizzare/stimolare attenzioni, desideri e progettualità e che e la loro messa a disposizione per iniziative, proposte, azioni, piani e progetti di riutilizzo sociale rappresenti una condizione favorevole per la ricerca e lo sviluppo di sinergie tra istituzioni e parti sociali nell'invenzione di nuovi contenuti per la sfera pubblica.

Oltre a cercar conferma di questa ipotesi generale attraverso una prima sommaria ricostruzione di alcuni casi di riferimento, la ricerca tenta di individuare temi e criticità ricorrenti dei processi di riulitizzo sociale e li organizza nella forma di interrogativi, con riferimento ai quali alcune esperienze europee ritenute particolarmente significative (in ragione soprattutto della originalità/creatività dei modelli di riferimento sviluppati) sono chiamate a tracciare il solco di possibili risposte.

A cura di Paolo Cottino